Come si vive quando sei una donna nera in Italia

Essere una donna e nera in Italia : una grande sfida

L’ immagine della donna nera in Italia come altrove non è grandiosa. Ho potuto vederlo da solo vivendo l’ esperienza di Napoli.

Non l’avevo notato che prima di venire a vivere a Napoli, quella bellezza nera era particolarmente apprezzata nel sud Italia. Per quanto riguarda il nord non lo so che non sono rimasta abbastanza un lungo tempo per sapere. A Napoli, a loro piace essere abbronzato, avere la pelle dorata.
Sono stato spesso complimentata per il colore della mia pelle da napoletani e napoleatane che pensavano che fosse semplicemente bellissimo. Solleva l’autostima.  E con questa attrazione, il fascino della pelle nera, alcuni uomini mi hanno avvicinato. Tuttavia, l’ immagine delle donne nere in Italia è degradata. Essere donna e nera in Italia è una lotta quotidiana.

Queste donne nere, oggetti sessuali

Nonostante apprezzono la bellezza nera, gli stereotipi persistono. Quali? Di una donna nera con la quale è facile dormire, una donna che non rispetta se stessa, che si veste in modo molto sexy o volgare. Le prostitute di Napoli provengono per lo più dall’ Europa orientale o da paesi africani. Da qui questi stereotipi che persistono.

A volte ho avuto degli uomini che si fermavano (nessuna vergogna) e mi chiedono di entrare in macchina loro.

Per esempio, mentre camminavo ed ero vicino a casa mia, un uomo che insisteva, andava in giro più volte e mi diceva “lascia che ti accompagni a casa, tu non vivi lontano”.Un’altra volta, ero ad un incontro internazionale dove vengono molti strani uomini napoletani in cerca di esotismo. Ero seduta a un tavolo dove c’erano persone provenienti da paesi diversi. Mentre salutavo tutti, compreso un napoletano, mi ha toccato uno dei miei seni. E non ho reagito, cosa di cui mi pento ancora oggi.

Il che mi ha costantamente irrito è di non essere stato affatto rispettata, non essere stato considerata soprattutto una persona umana. Ho avuto l’impressione di tornare indietro di 100 anni, che per avere il rispetto delle persone, soprattutto degli uomini, ho dovuto usare la violenza sia verbale che fisica.

Le altre volte finirono spesso in insulto, in francese e bastava farli fuggire. Ero lo stereotipo della donna nera aggressiv. Ero così tanto che alla fine non mi sono più preoccupata di credere che tutti mi conoscessero. Penso che anche la serie Gomorra mi abbia facilitato la vita. Nella stagione 2, uno dei camorristi era impegnato in una donna nera. Dopo questi episodi ho visto la situazione cambiare.

Una situazione senza speranza?

Era necessario combattere ogni giorno per poter imporre il suo rispetto, in modo che gli uomini vi vedessero come una persona e non come un oggetto sessuale. Ho detto al mio ragazzo al momento che trovevo spaventoso che gli uomini si fermavano e che mi chiedevano se volessi entrare in macchina loro. Mi disse che era la mentalità, che non sono cresciuta lì, che non riuscivo a capire. Che cosa dovrei capire, che questo è normale? Che dovrei permettere loro di trattarmi in questo modo? Lo faccio non solo per me, ma anche per le donne nere che ci sono, affinché possano essere rispettate. Machismo, le molestie di strada sono dilaganti nel sud Italia. E quando sei una donna nera, lo senti ancora di più.

Quante volte mi è capitata che quando ho rifiutato gli avanzamenti di un uomo napoletano mi rispose, “ma perché dici no?” “Ma dove si trova il tuo ragazzo” ? “Non saresti mai sola con me””. Come se non avessi la scelta. Ho fatto tutto il possibile per cercare di cambiare le mentalità a modo mio, ma ho paura che abbia avuto poco impatto. Non credo che cambierà nulla.

Una video sullà comunità afro-italiana

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